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L’allenamento di resistenza e l’obesità: effetti sul metabolismo dei substrati e sulla sensibilità insulinica

  SCOPO: L’obesità e il diabete mellito di tipo 2 sono malattie associate ad alcune caratteristiche come l’insulino-resistenza ed una ridotta capacità di ossidazione dei lipidi. E’ stato recentemente dimostrato che esiste un’intensità ottimale di esercizio per l’ossidazione dei grassi (FATmax). Abbiamo ipotizzato che un allenamento specifico a questa intensità sia in grado di migliorare l’ossidazione dei grassi e la sensibilità insulinica in un programma di interval training eucalorico. METODI: Alla ricerca hanno partecipato otto sedentari obesi, ma sani. I soggetti hanno eseguito due blocchi da 4 settimane di allenamento di resistenza, si a ad una predeterminata intensità, quella della massima ossidazione dei grassi (TPCON), che con intervalli di 5 minuti al +/- 20% FATmax (TPINT). Durante la settimana precedente il programma di allenamento e 48 ore dopo l’ultimo esercizio, sono stati rilevati i valori di: VO2max, steady-state exercise, ed è stata misurata la composizione corporea. La dieta è stata controllata il giorno precedente tutte le prove (50% carboidrati, 35% grassi, e 15% proteine, per un totale di circa 2900 kcal/giorno). RISULTATI: E’ stato dimostrato che il tasso di ossidazione dei grassi è aumentato del 44% dopo TPCON (0,24 +/- 0,01 vs 0,35 +/- 0,03 g.min, P <0,05) ma non dopo il protocollo TPINT, e l’indice di sensibilità insulinica è aumentato del 27% dopo TPCON (P<0,05). Questi cambiamenti si sono verificati nonostante non ci siano state modificazioni del peso corporeo, del BMI, della circonferenza del polso e della vita, nella percentuale di massa grassa e nei valori di VO2max. CONCLUSIONI: Un programma di allenamento continuo, che riesca a provocare alti tassi di ossidazione dei grassi, è in grado di migliorare in maniera significativa la sensibilità insulinica rispetto ad un programma eucalorico di interval training.
Venables MC, Jeukendrup AE.
Med Sci Sports Exerc. 2008