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La spesa energetica durante un match di Tennis

Lo scopo di questo studio era valutare (utilizzando l’analisi video) in che percentuale è distribuita la spesa energetica totale ,durante una partita di tennis, tra metabolismo aerobico e anaerobico.
Metodo:  stimare la potenza metabolica (MP) di 5 attività proprie  del tennis: camminare, correre, colpire la palla, servizio e sedersi al cambio di campo. Il dispendio energetico in esame è stato calcolato mediante analisi video e sono state calcolate, spesa di energia aerobica e anaerobica per mezzo con l’utilizzo di un metabolimetro K4b. 8 giocatori di tennis hanno preso parte l’esperimento come soggetti (media ± DS: età 25,2 ± 1,9 anni, peso79,3 ± 10,8 kg, VO2 max 54,4 ± 5,1 ml.kg.min). Ogni giocatore ha svolto i primi 2 games del set con indosso la K4b e con il loro profilo di attività misurato dal sistema di analisi video, successivamente ha terminato il set senza metabolimetro ma con analisi video. Non c’era alcuna differenza significativa tra consumo di ossigeno calcolato e misurato oltre i 16 games (p = 0,763) e questi dati sono fortemente correlati (r = 0.93, p <0,0001).La spesa energetica generata dal sistema aerobico è stata molto bassa durante tutti i giochi(49,4 ± 4,8%V O2 max), mentre la potenza metabolica durante gli scambi è stato fino a 2 o 3 volte più grande la VO2 max. Il metabolismo anaerobico ha rappresentato il 32% della spesa energietica totale, il 67% durante i punti e il 95% nei colpi. Questo metodo ha fornito una buona stima della spesa energetica aerobica e ha permesso di calcolare la spesa energetica anaerobica. Ciò potrebbe rendere possibile stimare l’intensità metabolica di allenamenti e partite con l’analisi video.
Le mie considerazioni: lo sport moderno è sempre di più all’insegna dell’intensità! In tutti gli sport, per essere competitivi ad alti livelli, bisogna esprimere elevati livelli di forza specifica durante tutta la durata del match, e un ottima capacità anaerobica è alla base di questo processo. La tendenza attuale è quindi quella di accorciare sempre di più la fase di preparazione fisica generale per far spazio fin dalle prime fasi ad esercitazioni di carattere speciale e in breve tempo portare l’atleta ad eseguire gesti specifici. L’attività aerobica resta comunque molto importante per permettere all’atleta di massimizzare i recuperi nelle fasi di gioco a bassa intensità e nelle brevi pause durante la competizione.
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