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Migliorare equilibrio, mobilità e la qualità della vita in persone affette dal morbo di Parkinson

La malattia di Parkinson è una malattia neurologica progressiva diagnosticata in circa 50.000 americani ogni anno (il totale in Italia ammonta a circa 200mila, con l’insorgenza dei primi sintomi entro il 40° anno di età per il 10% dei casi, fonte: “il Sole24ore”). L’esordio più comune è tra gli individui di età superiore ai 60, e la malattia colpisce circa il 50%  più gli uomini che le donne.

Innescato dal danneggiamento di alcuni neuroni nella zona del cervello adibita al controllo del movimento, il morbo di Parkinson può causare movimenti involontari, tremori, disturbi dell’equilibrio, della coordinazione, problemi ai piedi e di conseguenza difficoltà nella deambulazione.

Come tale, la caduta è un comunissimo evento tra le persone affette da questa malattia; circa il 60% degli individui infatti hanno una caduta all’anno, e per circa i due terzi le cadute hanno maggiore frequenza.

“Le lesioni risultanti dalla caduta, il dolore, le limitazioni di attività e la paura di cadere di nuovo può davvero influenzare negativamente la salute delle persone e il loro benessere psico-fisico”, osserva uno degli autori della ricerca, G. Canning.

L’obiettivo dello studio era cercare di capire se l’esercizio fisico potesse ridurre il rischio di cadute, migliorare l’equilibrio, il movimento e la qualità della vita complessiva delle persone affette da Parkinson, coinvolte nella ricerca.

Canning e colleghi hanno diviso in 2 gruppi le oltre 200 persone coinvolte, somministrando ad una parte un programma di esercizi della durata di 40-60 minuti tre volte alla settimana per 6 mesi (gruppo controllo) e all’altro gruppo le consuete cure abitualmente usate per tale tipologia di pazienti.

Il programma consisteva in esercizi di equilibrio e rafforzamento per le gambe. La maggior parte degli esercizi sono stati eseguiti a casa (sotto minimo controllo); circa il 13% delle sessioni sono state monitorate da un fisioterapista/trainer.

Il team ha scoperto che i partecipanti con una forma meno grave di Parkinson  hanno visto una riduzione del 70% delle cadute, rispetto a coloro che hanno continuato con la consueta cura.

Per di più, i partecipanti che si sono impegnati nel programma di esercizio hanno riferito una migliore mobilità, un miglior equilibrio, ridotta paura delle cadute e una migliore qualità della vita.

Commentando i loro risultati, Canning dice:

“Questi risultati suggeriscono che un programma di esercizi fisici dovrebbero essere immediatamente avviati all’inizio del processo di malattia

Fonti: rivista “Neurology”. Colleen G. Canning, PhD, University of Sydney, Australia.

“Tratta bene il tuo corpo: è l’unico posto che hai per vivere”