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Operatori sanitari: categoria a rischio!

Quando si aiuta gli altri spesso ci si trascura! Non è sempre un detto valido ma in alcuni casi, in particolare in ambito lavorativo, dove il pericolo di obesità e malattie metaboliche sono dietro l’angolo. Presentiamo quindi uno studio, condotto da un gruppo di ricercatori scandinavi, a tesi di queste problematiche, insieme a una proposta per tamponare i fattori di rischio per la salute.

“Gli operatori sanitari costituiscono un gruppo di lavoro ad alto rischio rispetto ai fattori di deterioramento fisico, in relazione anche all’età di pensionamento. C’è alta prevalenza di obesità e/o molti lavoratori sono in sovrappeso. Il presente studio valuta gli effetti dei primi 3 mesi di un intervento sugli stili di vita, dividendo gli operatori sanitari in 2 gruppi, uno attivo e uno di controllo. L’intervento concerne nel controllo del peso corporeo, le variabili di salute generale, le capacità fisiche e la percezione dei dolori muscolo-scheletrici.

METODI:

98 donne, in sovrappeso operatori sanitari sono stati divisi randomicamente in 2 gruppi.  L’intervento consisteva in un piano dietetico individuale con un deficit energetico di 1200 kcal / giorno (15 min / ora), esercizi di potenziamento (15 min / ora) e di formazione cognitivo-comportamentale (30 min / ora) in orario di lavoro 1 ora / settimana. Tempo di fitness aerobico fuori dall’orario di lavoro era previsto per 2 ore / settimana. Peso corporeo, BMI, percentuale di grasso corporeo (bioimpedenza), circonferenza vita, pressione arteriosa, dolore muscoloscheletrico, massimo consumo di ossigeno (test massimale al cicloergometro), e la forza muscolare massimale isometrica di 3 distretti corporei sono stati misurati prima e dopo il periodo di intervento.
RISULTATI:
Il gruppo attivo ha significativamente ridotto il peso corporeo con 3,6 kg (p <0,001), BMI 30,5-29,2 (p <0,001), percentuale di grasso corporeo 40,9-39,3 (p <0,001), circonferenza vita 99,7-95,5 cm (p <0,001) e la pressione arteriosa da 134/85 a 127/80 mmHg (p <0,001), con una differenza significativa tra i 2 gruppi (p <0,001) su tutte le  misurazioni. Non è stata rilevata nessuna differenza nei gruppi per quanto riguarda la percezione del dolore muscolo-scheletrico, massimo consumo di ossigeno e la forza muscolare, ma notevole sul fitness aerobico.
CONCLUSIONE:

Il peso corporeo, grasso corporeo, circonferenza vita e la pressione sanguigna, sono stati ridotti significativamente e l’aumento della capacità aerobica nel gruppo attivo mostrano le grandi potenzialità della promozione della salute in ambito lavorativo.

 

Le mie considerazioni: pause pranzo, tempi morti o pause lavorative devono necessariamente contenere programmi di attività fisica di prevenezione per tutte le categorie di lavoratori a rischio, per molteplici ragioni, tra cui l’aumento della produttività in ambito lavorativo, la diminuzione della richiesta di giorni di malattia (abbattimento dei costi) e l’aumento dell’aspettativa di vita.  Organizzare dei seminari di prevenzione in strutture sanitarie piuttosto che in piccole-medie e grandi imprese è la forma più semplice per poter poi rendere del tutto autosufficienti gli operatori in questione, che potranno così eseguire la propria routine di esercizi quotidiani, in tutta sicurezza e con il massimo risultato ottenibile in ambito lavorativo.

Se siete interessati all’organizzazione di clinc aziendali di prevenzione contattatemi alla mail info@personaltrainerumbria.it