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Riscaldamento o stretching per preparare una sprint performance?

 

Riscaldamento e stretching sono tecniche ampiamente utilizzate nella preparazione ad un’intensa attività fisica, sebbene vi siano poche informazioni disponibili per confrontare la loro efficacia in relazione alle prestazioni atletiche. Alla ricerca hanno partecipato 14 giocatori di rugby (di alto livello) Under 19, e, sono stati assegnati a quattro protocolli (nessun riscaldamento, solo stretching, solo riscaldamento, riscaldamento e stretching).

Ogni soggetto ha eseguito tutte le prove in sessioni di test successive. Gli atleti sono stati assegnati in modo casuale ai protocolli in maniera tale da inserire in ogni tipo di test lo stesso numero di persone. Durante ciascuna sessione, gli atleti hanno eseguito 3 sprint alla massima velocità su un tratto di 40 metri. Le prove sono state registrate e cronometrate elettronicamente ed è stato rilevata la velocità e la direzione del vento. Gli sprint eseguiti dopo un riscaldamento sono risultati significativamente più veloci rispetto a quelle svolte senza nessun riscaldamento, mostrando comunque, con una tendenza a diminuire il divario di tempo con l’aumentare delle prove. Al primo sprint c’è stata una differenza media nei 40 m di 0,97 m. Lo stretching ha portato ad uno svantaggio medio di 0,18 m rispetto al test svolto col riscaldamento, nonostante ci fossero delle condizioni di vento favorevoli. Il riscaldamento è stato efficace per migliorare le prestazioni di sprint immediate, mentre uno stretching agli arti inferiori, della stessa durata, non ha avuto alcun effetto.
Stewart M, Adams R, Alonso A, Van Koesveld B, Campbell S.

Le mie conclusioni: chi mi conosce sa che non amo particolarmente inserire pratiche di stretching in preparazione ad un intenso impegno muscolare (esclusa una parte dedicata alla mobilità articolare, specie se di carattere funzionale) chi non mi conosce dice solamente che non amo lo stretching (ma questa è un’altra storia, la memoria gioca brutti scherzi…;) ).  Effettuare un buon riscaldamento della muscolatura, possibilmente con esercitazioni di carattere speciale e successivamente specifiche del gesto di gara, e l’aggiunta di un mini-circuito di mobilità articolare sono l’optimum per permettere all’atleta di esprimersi al suo massimo ed in totale sicurezza.

ciao!